La barra nera sul mio cognome
· Alessandro Azzaretto · 3 min di lettura
La prima nuova home che mi piaceva aveva una barra nera spessa che attraversava il mio cognome.
Faceva scena. Però tagliava "Azzaretto" a metà. Su un sito che esiste per mettere in evidenza il mio nome, non è una gran scelta.
L'ho buttata.
Da dove partivo
Il sito era online da un giorno. Poi l'ho rifatto da zero, con un'estetica completamente diversa.
La home è diventata un banco di laboratorio. Ogni sezione è uno strumento, e i progetti stanno dentro un sintonizzatore radio: giri la manopola, agganci una stazione, apri il progetto.
E quindi? I progetti non sono un elenco da scorrere. Bisogna sintonizzarsi.
Sopra, un tocco di brutalismo: bordi spessi, ombre dure, riquadri un po' storti, titoli enormi.
Come ho lavorato
Tutto questo è successo su un ramo Git separato. Un ramo è una copia parallela del progetto: lì posso rompere tutto mentre il sito vero resta com'è.
E quindi? Potevo provare un'idea, guardarla e tenere solo i pezzi che funzionavano. Prima di unire tutto ho creato un tag di sicurezza sulla versione vecchia: un segnalibro a cui tornare con un comando.
Quasi ogni scelta è nata confrontando alternative, non azzeccandola al primo colpo:
- tre versioni della hero, la sezione d'apertura con il mio nome;
- tre footer, e ha vinto la "linea d'acqua": un blocco scuro con il bordo superiore spezzato, il mio omaggio alla pallanuoto;
- tre coppie di font per la nuova pagina Progetti, un indice con i nomi dei progetti giganti.
Estetica nuova, costruita su un ramo, scelta tra alternative, con una via per tornare indietro.
Cosa ho buttato
La barra nera non è stata l'unica vittima.
Le prime card dei progetti avevano sfondo bianco, angoli arrotondati, ombra e una striscia colorata a lato. Sembravano una bacheca di Trello, un gestionale, non un sito personale. Via.
Poi c'era un bordo arancione che si accendeva sui riquadri grandi al passaggio del mouse. Via anche quello.
Ogni taglio ha seguito la stessa catena: lo vedo sullo schermo → qualcosa non torna → capisco cosa → lo tolgo.
Cosa c'è di nuovo
- La pagina Chi sono con la mia presentazione, in inglese e in italiano.
- Un indirizzo pubblico, ciao@alessandroazzaretto.com, creato con Cloudflare Email Routing. Inoltra i messaggi alla mia casella senza mostrarla.
- Un piccolo riquadro "Disponibile" fisso in basso a destra, che porta dritto ai contatti.
- Il diario, che ora è una linea del tempo.
E quindi, la mail? Chiunque può scrivermi, e il mio indirizzo personale resta privato.
Il diario è la modifica a cui tengo di più. Il comando /articolo ora aggiunge da solo ogni nuovo articolo alla linea del tempo, e quando gli articoli superano i cinque crea la pagina archivio.
E quindi? Pubblicare un articolo non vuol dire più ritoccare a mano un mucchio di file. Meno attrito → scrivo più spesso → il sito fa il suo lavoro.
Cosa ho imparato
Fare tre versioni e sceglierne una è più veloce che cercare di farne una perfetta. La differenza la vedi solo quando sono una accanto all'altra.
E un ramo più un tag tolgono la paura di sperimentare. Se rovino qualcosa, torno indietro.
Prossimo passo
Altri due articoli, e il diario avrà il suo archivio.
La barra faceva scena. Il punto era il nome. Il nome resta.